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09.10, Cervignano del Friuli, Castello di Strassoldo In questa rassegna agli artisti non si sono mai dati indirizzi precisi, che non fossero quelli di un’attenzione al contesto, alla città e ai suoi spazi vissuti, in modo che il concepimento o almeno la collocazione di ogni singola opera si intrecciasse per quanto possibile con l’intima ragion d’essere dei luoghi. Al volgere del decennio, tuttavia, una mezza eccezione l’abbiamo fatta. Non che si sia definito e proposto un tema da elaborare, ma si è sottolineata la presenza di un filo rosso, fluttuante a mezz’aria come un afferrabile profumo, una possibile suggestione: i 25 anni dalla scomparsa di Italo Calvino, e l’opportunità di commemorarli riannodando liberamente nuove “forme dell’intenzione” artistica alla levità narrativa o alle astrazioni di metodo dello scrittore. Stare al gioco non è difficile per lo spettatore, o per chi si voglia assumere il compito di additare e descrivere: come nelle carte gettate sul tavolo dai viandanti che si raccolgono nel Castello dei destini incrociati, le opere non hanno un solo senso, né dettano un verso esclusivo all’attenzione che voglia scorrere dall’una all’altra. Ogni intervento – avrebbe detto lo scrittore – “sta vicino agli altri in una successione che non implica una consequenzialità o una gerarchia ma una rete entro la quale si possono tracciare molteplici percorsi e ricavare conclusioni plurime e ramificate”1. Intanto nel castello si incrociano destini, ( ….)
E proprio la dialettica tra forma chiusa e aperta, definita o “versata
nel tempo”2, struttura in chiave espositiva l’ambiente successivo
della Cancelleria, che ospita le opere di Luca Suelzu e Lauren Moreira. |